mercoledì 11 settembre 2013

La Chiesa lancia l' "azzardo famiglia"

"Rapporto giovani" una ricerca dell'Università Cattolica e dell'Istituto Toniolo

di Simone Baroncia

In vista della settimana sociale di Torino, dedicata alla famiglia l’Università Cattolica e l’Istituto Toniolo, con il sostegno della Fondazione Cariplo, hanno presentato il ‘Rapporto giovani’, nel quale emergono, tra gli obiettivi principali delle nuove generazioni, la formazione di una famiglia e l’apertura alla vita.
L’assistente ecclesiastico generale dell’ateneo voluto da padre Gemelli, mons. Claudio Giuliodori, ha sottolineato questo desiderio dei giovani: “Tra gli obiettivi dei giovani ci sono la formazione di una famiglia e l’apertura alla vita… Perciò è ‘provocatorio’ parlare di ‘minoranza’, seppure creativa: la speranza è quella di essere una realtà riconosciuta, capace di dare sviluppo e speranza al nostro Paese… E’ un’indagine molto interessante che mette in evidenza come certi convincimenti riguardo i giovani siano del tutto impropri. Da questa indagine, molto curata, risulta che i giovani sono fortemente legati ai valori tradizionali, soprattutto al matrimonio ed alla famiglia. A volte questo desiderio si scontra con la realtà, perché non è facile né creare, né conservare in maniera qualificata una vita familiare. Purtroppo vediamo quella che è la situazione sociale; ma alcuni vorrebbero cancellare dall’orizzonte della vita sociale i valori del matrimonio e della famiglia, invece i giovani li portano nel cuore e questo ci dà tanta speranza, sulla quale vorremmo costruire anche una maggiore responsabilità nei giovani, ma soprattutto nelle Istituzioni e nella società, perché se non c’è il sostegno sociale a difesa del matrimonio e della famiglia tutto diventa molto difficile. La Chiesa cerca di tenere viva la riflessione su questi temi. La Settimana Sociale potrà essere di sprone per imboccare le strade più utili per la tutela e la promozione di questo bene straordinario”.

giovedì 29 agosto 2013

Metti fede!

Dalla due giorni unitaria di formazione, materiali ed immagini!

Come richiesto da molti dei partecipanti pubblichiamo i materiali della due giorni unitaria di formazione svoltasi a Macereto il 24/25 agosto scorsi.
Un grazie particolare a quanti hanno dato il loro contributo in prima persona:
Prima a quanti hanno partecipato (guarda le foto!).
Poi a Roberto Cifani che nel pomeriggio di sabato 24 ci ha condotti dentro al Concilio Vaticano II per vedere ciò che la Chiesa vede, guardando l'Azione Cattolica (scarica il file PowerPoint dell'intervento e il video dell'A.C. diocesana di Mantova!).
Infine ad Antonella Monteverde, che domenica 25 mattina, dialogando con tutti noi, ha provato a declinare la "scelta religiosa", che caratterizza l'associazione dal 1969, nella quotidianità del servizio e del cammino di formazione (scarica il file Power Point dell'intervento!).
Per chi volesse utilizzarli, pubblichiamo anche:
* il video della canzone di Jovanotti "Questa è la mia casa".
Ricchissimi i contributi dei laboratori che saranno presto oggetto di rielaborazione e sintesi da parte della Presidenza Diocesana in vista del cammino assembleare che si è avviato verso la prossima XV assemblea diocesana del 23 febbraio 2014.

lunedì 12 agosto 2013

Lumen fidei

Nel segno della continuità la prima enciclica di papa Francesco

Coerente con lo stile inaugurato fin dagli esordi del suo ministero, papa Francesco ha voluto portare a termine il lavoro iniziato da Benedetto XVI pubblicando la sua prima enciclica che, in un certo senso è anche l'ultima incompiuta del suo predecessore.
La luce della fede - Lumen Fidei - ha il sapore della lettera di un amico lontano, come papa Francesco ci ha abituato ad ascoltare ma anche la profondità teologica del professore Ratzinger con dotti ed anche insoliti richiami a pensatori laicissimi come Nietzsche!
Davvero un documento da leggere d'un fiato e poi riprendere per approfondire, magari insieme al proprio gruppo!

mercoledì 31 luglio 2013

La famiglia, al centro.

Il contributo della diocesi di Macerata alla 47^settimana sociale dei cattolici.

La 47^ Settimana sociale di Torino (12-15 settembre 2013) ripropone al centro del dibattito nazionale il tema, quanto mai emergente, della «famiglia, speranza e futuro per la società italiana». Tema trattato anche in vari punti del documento preparatorio della precedente Settimana sociale di Reggio Calabria (14-17 ottobre 2010): «Un’agenda di speranza per il futuro del Paese».
Nonostante iniziative e convegni, importanti e necessari per tenere sempre viva l’urgenza del problema, non possiamo non constatare che a tutt’oggi la famiglia – al di là di alcune esperienze regionali e comunali pur valide – in sostanza è ancora ai margini delle politiche di sviluppo. Ciò soprattutto a causa di una certa classe politica troppo partitica e autoreferenziale, incapace di soluzioni condivise e insensibile al bene comune.
Occorre, invece, che la politica torni alla sua ragion d’essere, al perseguimento del bene comune, al suo essere a servizio dei cittadini, a cominciare dai più poveri, e del Paese, guardando non tanto alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni. (continua a leggere)

lunedì 24 giugno 2013

Dalla sagrestia a Gerico, cinguettatelo sui tetti.

Pubblicata la registrazione dell'intervento di don Dino Pirri


Per chi se l'ha perso ecco il video della registrazione della bellissima serata del 22 maggio scorso alla domus San Giuliano con Vincenzo Varagona e don Dino Pirri a conversare sull'ultimo libro dell'assistente nazionale dell'ACR "Cinguettatelo sui tetti. Il vangelo di Marco su twitter". Un grazie speciale a Daniele Alimenti e agli amici dei Figli della Luce per la collaborazione e la disponibilità.

lunedì 17 giugno 2013

A scuola di santità: Odoardo Focherini.

Intervista a Rodolfo Focherini, figlio del nuovo beato.
di Simone Baroncia

Sabato 15 giugno a Carpi è stato proclamato ‘beato’ Odoardo Focherini. Nato il 6 giugno 1907, cresce nella realtà ecclesiale carpigiana e dentro l’Azione cattolica, che lo forma ad una spiritualità solida e senza crucci, priva di esibizionismo; l’attenzione agli ultimi, l’amore concreto e solidale per il prossimo lo spingono a inserirsi pienamente nella realtà ecclesiale e civile del suo tempo. Nel 1930 sposa Maria Marchesi: tra il 1931 e il 1943 nascono sette figli: Olga (deceduta nel 2007), Maddalena, Attilio (deceduto nel 1946 a 11 anni), Rodolfo (che mi ha concesso questa intervista), Gianna, Carla, Paola. Nel 1936 diventa presidente dell’Azione Cattolica Diocesana. Tra il 1929 e il 1942 Odoardo Focherini è regista e cronista di importanti avvenimenti diocesani, i Congressi Eucaristici, che segnano profondamente la vita religiosa e sociale del tempo. Nel 1939 assume l’incarico di amministratore delegato del quotidiano cattolico L’Avvenire d’Italia, con sede a Bologna. Nel 1942 comincia l’attività di Odoardo Focherini a favore degli ebrei.
Nel marzo del 1944, presso l’ospedale di Carpi, Odoardo è arrestato dalle SS mentre cerca di organizzare la fuga di Enrico Donati, l’ultimo ebreo che riesce a salvare e trasportato al campo di Gries (Bolzano); da Gries è deportato in Germania, nel campo di Flossenburg e poi nel sottocampo di Hersbrück, dove muore a 37 anni il 27 dicembre 1944, dopo aver salvato 105 ebrei dalla deportazione nei lager. Ad assisterlo nei momenti estremi Teresio Olivelli (del quale pure è stata avviata la causa di beatificazione e che Odoardo aveva salvato da morte certa, sfamandolo di nascosto, ovviamente togliendosi il pane di bocca). Solo a guerra ultimata, il 6 giugno del 1945, la triste notizia arriva a Maria. Da quel giorno in poi le attestazioni di stima non si sono mai fermate. Tra i vari riconoscimenti ricevuti, la Medaglia d’oro delle Comunità Israelitiche italiane (Milano, 1955) e il titolo di Giusto fra le Nazioni (Gerusalemme, 1969), la Medaglia d’oro della Repubblica Italiana al Merito Civile alla memoria (2007). Il processo di beatificazione era iniziato nel 1996.
(Leggi l'intervista a Rodolfo Focherini, figlio del beato)

lunedì 6 maggio 2013

Custodire la speranza per una giustizia nel lavoro

In preghiera con la comunità diocesana per il lavoro

È solo tornando a percorrere le strade di una fraternità costruite con lo stile del custode - di colui, cioè, che si prende cura dell’altro e del bene comune - che si possono individuare possibile soluzioni alla crisi attuale, e perché tale costruzione sia solida non può che essere fatta "insieme".
Sulla base di queste considerazioni la presidenza diocesana di A.C. insieme con il Movimento Lavoratori di A.C. ha celebrato lo scorso martedì 30 aprile, dalle ore 21,30, la quarta edizione della "Veglia Regionale per il Lavoro" presso il monastero Corpus Domini di Macerata con lo slogan “Custodire la speranza per una giustizia nel lavoro”, come momento comune di riflessione e di preghiera offerta a tutta la diocesi e, dietro lo stimolo della delegazione regionale di A.C., alle altre diocesi della regione.
Un’iniziativa che, in collaborazione con gli uffici di pastorale diocesani (problemi sociali e lavoro e Caritas), ha saputo arricchire, grazie al coinvolgimento ed alla partecipazione di numerose altre aggregazioni ed associazioni, una comunione ecclesiale vissuta concretamente nella nostra diocesi in tanti gesti ed occasioni, che fanno della Chiesa l’immagine più bella rivelata dal Concilio Vaticano II.
La ricchezza della riflessione e delle testimonianze impone la possibilità di condividerle almeno in minima parte con quanto non hanno potuto partecipare.
A lato la riflessione di don Egidio Tittarelli (vicario diocesano per la pastorale) su vangelo di Luca (Lc 9, 10-17), il testo integrale della Veglia di Preghiera e di seguito le testimonianze ascoltate:
* la testimonianza di Paul Beraudy (operaio in cassaintegrazione) sulla "denuncia dell'ingiustizia";
* la testimonianza di Maria Giovanna Varagona (artigiano laboratorio "La Tela")sulla "gestione dei conflitti";
* la testimonianza di Giuliana Giacinti (imprenditrice agricola) sullo "stile del custode".

sabato 20 aprile 2013

Cristianesimo in trasformazione

è uscito DIALOGHI  1/2013
Nel numero in uscita in pieno "Anno della Fede" l'interessante dossier sul "Cristianesimo in trasformazione", per interrogarsi sulla nostra fede nel mondo che cambia.
Solo chi vive di rimpianti vorrebbe stabilire steccati tra le forme culturali di oggi ed il cristianesimo peraltro correndo il rischio di fissare astoricamente una figura di questo, dimenticando che essa stessa è frutto di un processo storico di adattamento. 
Cosa sarebbe avvenuto se nei primi decenni di annuncio del Vangelo non ci si fosse aperti alla cultura ellenistica? O successivamente non si avesse aperto un dialogo con quella germanica?
Il Vangelo - e quindi il cristianesimo - è vivo perché proprio intreccia relazioni "vitali" con il quotidiano degli uomini nelle situazioni concrete che si presentano loro ...
Ecco alcuni degli articoli in anticipazione:
* la presentazione del Dossier di G. Canobbio;
* il Primo Piano su Benedetto XVI di F. Zavattaro;
* "Risvegliare l'aurora", una riflessione di
L. Alici;
* il profilo di Giuseppe Dossetti a cura di F.Mandreoli;

sabato 13 aprile 2013

Un esercizio del desiderio ... la sinodalità!

Un'esperienza di discernimento comunitario con il consiglio diocesano di A.C. a Sambucheto

Una bella esperienza di discernimento comunitario quella proposta dal consiglio diocesano di Azione Cattolica a Sambucheto lo scorso mercoledì 10 aprile.
Ospiti della parrocchia Santa Teresa del Bambin Gesù di don Quinto  oltre quaranta persone hanno provato a declinare la freschezza del Concilio Vaticano II nella concretezza della vita ecclesiale della nostra chiesa locale guidate con mano sapiente e con garbo dal prof. Francesco Giacchetta, che non ringrazieremo mai abbastanza per la competenza e la disponibilità.
(Ascolta l'intervento iniziale nel video qui sopra!)
L'incontro si è concluso con un forte invito a riscoprire il valore della sinodalità quale strumento di discernimento anche per la nostra chiesa locale, nel solco di quello che stiamo scoprendo essere il tratto peculiare del magistero di papa Francesco.
Copioso il materiale a disposizione ed altrettanto ricco quello che i presenti hanno prodotto nell'ascolto, nei laboratori e nella discussione finale. Una così preziosa ricchezza non poteva che essere messa a disposizione di tutti per la crescita personale e comunitaria.

Tutto il materiale (da scaricare):

mercoledì 3 aprile 2013

Provocazioni in politica: i cattolici e il Paese

La presentazione del nuovo lavoro di Luigi Alici.

di Simone Baroncia.

Venerdì 5 aprile alle ore 21,15 presso l’auditorium della Biblioteca Filelfica di Tolentino, il prof. Luigi Alici, allievo del filosofo Armando Rigobello, filosofo e docente di Filosofia Morale all’Università di Macerata, incontrerà i cittadini in un incontro organizzato dalle Acli, Cgs ‘Vittorio Bachelet’, Agorà Marche, Azione Cattolica Italiana e Circolo Culturale ‘Cesare Martino’, in collaborazione con la Biblioteca Filelfica ed il patrocinio del Comune di Tolentino, sul tema ‘Provocazioni in politica: i cattolici e il Paese’, una provocazione rivolta ai cittadini alla riscoperta della cittadinanza attiva.
Grande studioso di Agostino di Ippona, il prof. Alici è autore del libro ‘I cattolici ed il Paese’, è membro del Consiglio scientifico dell’Istituto per lo studio dei problemi sociali e politici ‘Vittorio Bachelet’(Roma); del Comitato scientifico della collana di ‘Filosofia morale’ (Milano); del Comitato scientifico della rivista ‘Hermeneutica’ (Urbino).
In un momento di difficile transizione, in cui ancora non si sa se si riuscirà a costituire un governo in grado di fare le riforme necessarie per il bene del Paese, anche se la nomina dei presidenti della Camera dei Deputati e del Senato, potevano far sperare in un cambio ‘di passo’, il prof. Alici vuole invitare i giovani a non essere ‘rintanati’ in attesa di promesse ‘vane’: “Occorre aprire gli occhi, è finita la benzina, la macchina si sta fermando… Si discute da tempo intorno al rapporto tra democrazia e verità: sembra che il prezzo da pagare per la democrazia sia proprio la rinuncia alla verità... La democrazia deve negoziare le proprie scelte sulla base del consenso, ma la politica non può chiudere gli occhi di fronte alla realtà… Resta comunque vero che la politica non deve accontentarsi di conoscere il paese reale e di trarre da esso la fonte di legittimazione. Deve anche sforzarsi di assecondare la nascita e lo sviluppo di un nuovo paese, di un paese che ancora non c’è e per il quale vale la pena impegnarsi anima e corpo”.
Queste sono alcune provocazioni per cui è necessario instaurare un dialogo per far rinascere la speranza.